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TERRA DI LAVORO

 

 

GLI INTERVENTI NEL TERRITORIO

 

Acerra, Borgo Casoni, Gaeta, La banda sbanda, Muggia, Napoli a piedi,

Nocera Inferiore, San Giuseppe Vesuviano, Succivo, Terzigno

 

23 maggio 1976  Acerra (NA)

Intervento primo

 

Dell'iniziativa ad Acerra del "Collettivo Intervento T. L." non esiste quasi nessuna documentazione se non il volantino che l'accompagnava: d'altronde, la stessa denominazione indica ancora una fase di incertezza che riporta questo primo spunto nell'ambito di quella volontà generica di aggregazione che aveva caratterizzato la fase degli esordi (Marcianise, Mercato San Severino, Castel Morrone, Gaeta) e che per qualche tempo impedì un'organizzazione chiara del lavoro.

Ma si distingue già, immediatamente, il carattere fortemente politico che connotava gli interventi che avevano di mira quella  "sollecitazione partecipativa" di cui avrebbe poi parlato Crispolti e che avrebbe segnato tutto il lavoro successivo.

Sostanzialmente, però, il maggiore difetto nell'organizzazione dell'attività fu, per il Collettivo, l'assoluto disinteresse per la documentazione e per la testimonianza futura.

In sostanza, ci si preoccupava moltissimo della scelta degli interventi e dei modi per far convergere in un solo happening linguaggi spesso molto diversi tra loro; si studiavano fino nei dettagli i territorio in cui si andava ad operare; si impegnavano infinite energie, tempo e fatica, per collegarsi alle strutture territoriali e dialogare con loro perché l'intervento fosse correttamente progettato, programmato e svolto.

Non ci preoccupava, invece, molto (o non ci si curava affatto, talvolta) di farsi accompagnare da un amico munito di macchina fotografica o di cinepresa per fermare certi momenti e certe occasioni, in vista anche di quelle iniziative espositive che comunque poi si realizzavano e che, ben documentate, avrebbero addirittura costituito un ulteriore e maggiore impulso al lavoro svolto.

Basti pensare che della primissima iniziativa realizzata - molto tempo prima ed ancora fuori dagli schemi fin qui proposti - non è rimasta assolutamente nessuna traccia: l'evento si sviluppò quasi per caso, ad Aversa, nel settembre 75, con un'operazione su un rione popolare, che fu indirizzata verso il recupero del verde pubblico in un'area caratterizzata dall'abbandono criminale degli amministratori e da una pericolosa situazione di degradazione ambientale e sociale. 

Fu un fenomeno occasionale ed episodico, che raccolse operatori eterogenei e solo occasionalmente coacervati (Bova, De Filippis, Haebel e Rotella, perché docenti del Liceo Artistico di Aversa; Ferrara e Sparaco, perché impegnati nel lavoro politico presso la Federazione del P.C.I. di Caserta); ma, soprattutto, si trattò di un lavoro condotto all'interno della «Festa de L'Unità'» e quindi c'erano molte persone a fotografare e, alla fine, fu realizzato anche un lungo filmato con interviste agli artisti che avevano partecipato e a me che ero stato l'animatore.

Di tutte le foto scattate e del filmato realizzato nessuno conserva traccia.

Ma il discorso può valere per "La banda sbanda" di cui fu realizzato un filmato in super8 che nessuno riesce a capire dove sia finito.

Il fatto era che la direzione di impegno di tutti gli operatori era soprattutto quella politica e, anzi, di un atteggiamento politico che considerava quasi blasfemo un impegno di lavoro finalizzato alla pubblicità.

In uno degli interventi realizzati a Pordenone, "la festa dei maghi" proposi, alla fine, di fare un unico falò dei lavori che i ragazzi avevano realizzato per strada: fui preso quasi per pazzo, specialmente dai dirigenti politici (quelli di sinistra) che avevano accompagnato i figli e si affrettavano (forse anche giustamente!) a recuperarne gli elaborati.

Sia come sia, di moltissimi interventi restano spesso solo tracce nella memoria qualche manifesto e qualche opera che - si dice - "sta da qualche parte" ben custodita.