|
COLLETTIVO
LINEACONTINUA
TERRA DI LAVORO

GLI
INTERVENTI NEL TERRITORIO
Acerra,
Borgo
Casoni, Gaeta, La
banda sbanda, Muggia,
Napoli
a piedi,
Nocera
Inferiore, San
Giuseppe Vesuviano,
Succivo,
Terzigno.

11
giugno 1977 Borgo Casoni - PN intervento
Raffaele
Bova, Peppe Ferraro,
Livio Marino, Silvio Napoletano,
Enzo Navarra, Giuseppe Onesti.
L'incontro
con Pordenone era avvenuto - come già si è accennato - per il tramite di Enzo
Navarra, napoletano trapiantatosi a Pordenone dove svolgeva una valida attività
di sollecitazione culturale.
Navarra
aveva mantenuti vivi i rapporti con Raffaele Bova, di cui era stato compagno di
corso, ed era puntualmente aggiornato sulle vicende napoletane e su quelle del
Collettivo in particolare.
Per
il suo tramite, si realizzò uno scambio di ospitalità tra un gruppo di
operatori di Vicenza, che faceva capo al centro Culturale "Casa del
Palladio": i vicentini furono ospitati nella sede di Lineacontinua a
Caserta e il Collettivo realizzò una mostra documentaria a Vicenza.
Dopo
una mostra personale organizzata per Bova nella galleria "la roggia"
di Pordenone, preparò anche (con l'aiuto di Enzo Perna, critico d'arte
casertano trasferitosi a Pordenone per il suo lavoro di vice-provveditore) una
mostra documentaria nella stessa galleria e - con gli opportuni accordi con le
Acli, con la "Cooplibri", una Cooperativa Libraria, e con altre
Associazioni del territorio - un intervento in un quartiere cittadino, Borgo
Casoni, visibilmente disagiato rispetto al contesto.
La
preparazione dell'intervento fu ancora più accurata e minuziosa del solito -
considerata anche la distanza e la profonda diversità di condizione del
territorio - e richiese molte e lunghe conversazioni con gli operatori del
posto, prima di giungere ad una sintesi finale che, come d'abitudine, fu
riassunta in un documento ciclostilato distribuito come un volantino nel corso
dell'intervento.
Pordenone
- Rione Torre (Borgo Casoni) 11.6.77
Intervento del Collettivo Lineacontinua Terra
di Lavoro (Caserta)
II Collettivo Lineacontinua Terra di Lavoro
(Caserta) - aggregazione di operatori estetici nel sociale - propone, con il suo
intervento nel territorio di Borgo Casoni, un momento di dibattito intorno ai
problemi sociali e politici più urgenti ed attuali della realtà territoriale
scelta.
L'azione si serve della figurazione simbolica
e della provocazione ironica come strumento per far emergere i dati più
importanti della denuncia popolare relativa alle carenze strutturali di maggiore
peso - con la conseguente emarginazione sociali degli abitanti - e dei tentativi
di stravolgimento speculativo del territorio, proponendo, al tempo stesso,
ipotesi politiche alternativo intorno alle quali sollecitare l'impegno e
l'attività delle forse sociali e politiche interessate.
L'intervento parte della denuncia della
separazione fisica del Borgo dalla realtà urbana, per la mancanza totale di
collegamenti: essa viene sottolineata con l'ironica realizzazione del percorso
di una ipotetica linea automobilistica 5 bis e la segnatura di ideali fermate in
punti strategici indicati dagli abitanti. Per evidenziare ancor più
marcatamente l'esigenza del collegamento, in relazione soprattutto ad alcune
categorie sociali presenti a Borgo Casoni, vengono rilasciati "abbonamenti
gratuiti" specialmente agli anziani ed ai pendolari che più
specificatamente avvertono il disagio dell'emarginazione urbanistica.
Il problema dell'utilizzazione del tempo
libero (in particolare per i bambini) e della necessità di spazi permanenti
adatti allo scopo viene segnalato con l'invito a giocare e ad appropriarsi
simbolicamente degli spazi utili ed opportuni ad un campo-giochi; tra le altre
indicazioni; i bambini vengono invitati ad esprimere graficamente la loro
visione della realtà del rione: i lavori più significativi vengono riprodotti,
in maggiori dimensioni, sul muro di cinta della centrale termica situata al
centro della area delle case popolari dove ha luogo l'azione.
La carenza di strutture urbanistiche
secondarie essenziali (negozi, centri di aggregazione sociale, farmacia, posto
telefonico ecc.) viene sottolineata con la disposizione di insigne fittizie e la
realizzazione - con l'uso di materiale povero - di ambienti provvisori.
Specifiche situazioni urbanistiche che
rivelano tentativi di speculazione privatistica contro gli interessi collettivi
e di massa vengono denunciati:
1 ) con la segnalazione di "proprietà privata" su un tratto
di Via Stradelle di cui è stata chiesta la privatizzazione
e quella di "proprietà pubblica" sul terreno adiacente, di proprietà
dei richiedenti, ribaltando ironicamente il tentativo di appropriazione;
2) con "l'ingabbiamento" di alcune
zone di territorio;
3) con la disposizione di spaventapasseri -
ricoperti di buste di cellophane recanti la scritta "vera stalla" -
davanti a ville sorte in territorio previsto dal Piano Regolatore come
"Zona Agricola".
L'intervento viene realizzato con la
partecipazione attiva e diretta degli abitanti che vengono sollecitati al
dibattito socio-politico intorno alle questioni specifiche.
Contemporaneamente viene stimolato il senso
della creatività con "l'invito al gioco", proponendo il "gioco
del chiodo", quello delle "cassette" e quello del "puzzle".
Di tutte le azioni vengono effettuate riprese
filmate, fotografiche e sonore.
IL COLLETTIVO LINEACONTINUA TERRA DI LAVORO
(Caserta)
L'iniziativa
lasciò un segno molto profondo, tanto è vero che ebbe un seguito, alcuni anni
dopo e, soprattutto, che incontrò il favore di alcuni giovani operatori del
territorio che successivamente si sarebbero mossi sulla stessa linea di ricerca.
All'intervento
parteciparono, oltre al nucleo base del Collettivo, anche Enzo Navarra e
Giuseppe Onesti che aveva già sperimentato questa collaborazione nel corso
dell''iniziativa "interrotta" a San Giuseppe Vesuviano.


|