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TERRA DI LAVORO

 

 

AZIONI SIMBOLICHE O IDEOLOGICHE

 

Anno del fanciullo, Apartheid, Calzaturieri, Casarsa

 

12 giugno 1977 Casarsa della Delizia (PN) Intervento

 

Raffaele Bova, Peppe Ferraro, Livio Marino, Silvio Napoletano, Enzo Navarra, Giuseppe Onesti.

L’idea di un happening per ricordare Pier Paolo Pasolini  derivò sicuramente dalla convergenza di molti elementi diversi e particolari.

Innanzitutto, il fatto di essere così vicini ai luoghi pasoliniani era senz’altro uno stimolo prima difficilmente ignorabile; in secondo luogo, una presenza neppure tanto lunga sul posto mi aveva fatto conoscere i luoghi più significativi della “strana vicenda” di Pasolini in Friuli, comprese le diatribe politiche a colpi di manifesti manoscritti affissi sotto la loggia di san Giovanni; inoltre, l’aver conosciuto Bepi Susanna che di Pasolini era stato compagno di Partito e solidale, in quei tempi che si sarebbero rivelati non belli per il Poeta; più ancora, il fatto che Susanna mi avesse fatto fotocopiare gli originali dei manifesti; inoltre, la vicinanza del Cimitero dove P.P.P. era sepolto; e, ancora, il feeling che legava a Pasolini il lavoro di Onesti, che aveva realizzato alcune opere per ricordarlo.

Fu quasi inevitabile, per certi aspetti, decidere di realizzare un intervento di puro valore letterario, solo per richiamare alcuni motivi centrali al pensiero del grande Poeta e riproporli in chiave di visualità contemporanea.

Nacque allora il “palazzo” coi simboli del potere  opportunamente sostituiti con quelli che connotavano gli operatori del Collettivo; e il suo utopistico abbattimento, alla fine, con strumenti allusivi alla lotta di classe.

Si trattò di un gesto puramente simbolico, ma che conteneva implicite le valenze culturali ed estetiche del Collettivo.

CASARSA DELLA DELIZIA 12/6/77

Azione del COLLETTIVO LINEACONTINUA TERRA DI LAVORO (Caserta)

II Collettivo Lineacontinua Terra di Lavoro (Caserta) - aggregazione di operatori estetici nel sociale - propone, con la sua azione a Casarsa della Delizia, un momento di definizione culturale della sua linea poetico-politica con un omaggio a Pier Paolo Pasolini, che un'azione marcatamente incisiva e anticipatrice delle linee su cui si muove il Collettivo realizzò nella sua permanenza friulana (1943/1949)

L'azione parte dalla costruzione di una struttura che si richiama al "palazzo" nel quale Pasolini indicava la sintesi del potere padronale (sociale, politico ed economico): una gabbia di legno rivestita di tela viene costruita nella piazza di San Giovanni, davanti alla Loggia.

Essa reca i simboli del potere sulle varie facce: il certificato (simbolo del potere burocratico), la moneta (simbolo del potere economico), la finestra (simbolo del potere politico) la bottiglia di vino e lo spaventapasseri (denuncia della distruzione dell'agricoltura) l'uovo (ipotesi di recupero delle realtà originarie).

Con una falce ed un martello il palazzo viene distrutto ed abbattuto: sulle sue rovine vengono incrociati la falce ed il martello, come ipotesi di conquista del potere da parte della classe operaia contro le strutture borghesi; dalle rovine vengono estratti la fotocopia di un manifesto di quelli che Pasolini attaccava alla Loggia nel 19491; ed un manifesto del Collettivo per testimoniare la continuità dell'impegno di lotta nella battaglia politica del proletariato contro il potere padronale, di cui il Collettivo si fa con le sue azioni erede e continuatore.

IL COLLETTIVO LINEACONTINUA TERRA DI LAVORO (Caserta)