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rassegne di fotografia

 

Amos Crivellari

 

Gemona del Friuli (UD) 2005 Personale

 

MOVIMENTO ASTRATTO

 

II ruolo di primo piano che la Provincia di Pordenone ha svolto nella storia della fotografia è unanimemente riconosciuto, grazie all'influenza che nel settore ha esercitato, in clima neorealistico, il gruppo del giovani fotografi friulani che a Spilimbergo costituì un fondamentale cenacolo.

Questa centralità si conferma oggi grazie agli appuntamenti che, sempre a Spilimbergo, raccolgono ogni anno il meglio della fotografia mondiale.

Ma anche nel campo della fotografia sperimentale, il ruolo che i fotografi svolgono a Pordenone è di protagonismo assoluto, spesso con coerenza rigorosa rispetto alla tradizione.

La prova viene dalla personale "Movimento astratto" di Amos Crivellar!, che nell'ultimo ventennio si è proposto in ambito provinciale come uno dei protagonisti dell'attività di ricerca sulla fotografia creativa.

Tra gli esperimenti sulle possibilità del linguaggio fotografico, sicuramente importante fu l'operazione, svolta negli anni '50, di impressionare una pellicola (a obiettivo aperto in una sala completamente buia) con una luce puntiforme usata dall'artista come una penna che scrivesse nell'aria; i risultati furono di grande efficacia e testimoniarono quasi didatticamente il senso della fotografia come "scrittura per mezzo della luce".

Avvalendosi di strumenti tecnici più avanzati, Crivellari prova oggi a "dipingere con la luce", sfruttando sorgenti luminose colorate (anche una semplice insegna pubblicitaria) come strumento per impressionare la pellicola e, muovendo la macchina, realizzare composizioni di efficace astrattismo cromatico, in cui il senso del movimento richiama inevitabilmente le prime esperienze realizzate più empiricamente dai protagonisti del dadaismo e del futurismo.

Ne nasce una soluzione in bilico tra la pittura e la fotografia che una volta tanto, concilia un antico antagonismo, cogliendo le sollecitazioni più opportune del mezzo tecnico e dell'estro creativo in bilico tra regola e caso, tra pura astrazione e costruzione programmatica delle immagini.

 

dicembre 1996