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rassegne di fotografia

 

DARKO

 

Firenze “caffè Voltaire” 8 - 23 luglio 1987 Personale

 

Nel mosaico della cultura visiva, Darko Bevilacqua occupa una posizione di grande rilievo non solo per la specifica natura della sua ricerca ma anche e soprattutto per il linguaggio personalmente elaborato. Il dato di base assunto per la sua opera di scultore è infatti l'equilibrato rapporto tra una matura e fondamentale esperienza della scultura come si è andata evolvendo nel nostro tempo, e una radicata immersione nel mondo popolare da cui trae le origini umane e culturali.

Tutta la sua produzione, infatti ruota intorno ai grandi temi del mito (sacro e profano) ripresi e rielaborati alla luce di una tradizione che sembra attingere dai favolistici racconti intorno al focolare piuttosto che dai testi canonici o canonizzati.

Ne deriva una galleria di fatti situazioni e personaggi che i grandi temi riconducono a una materialità terrena quasi brutale, sicuramente più vicina alla convinzione contadina che non alle rielaborazioni in chiave dotta.

Non perde però di vista, la scultura di Darko, le grandi lezioni della tradizione storica: anzi, in un gioco raffinato ed elegante, opera continue suture tra il gusto sensuale della materia, vissuta o rivissuta alla luce di una cultura maturamente posseduta, e il senso lucido, quasi infantile, del racconto magico, come se nell'autore giocassero a confrontarsi e a rincorrersi l'uomo, forte di una cultura materna acquistata per ancestrale tra­dizione e riproposta con vigorosa corposità, e l'artista, attento a tutte le sollecitazioni della cultura contemporanea, fino alle rarefazioni barocche dell'ornato caricato al limite della compatibilità, senza scivolamenti o concessioni.

Ne deriva una personalità artistica suggestiva, talora perfino sconcertante, nella quale il rapporto tra la matrice originaria (non a caso, di confine tra due e più mondi storici e geografici) e la «griglia» del patrimonio culturale acquisito si incontrano (o si scontrano dialetticamente) a costituire effetti di grande e pregiata novità.

A sorreggere l'operazione, una grande perizia tecnica, costituitasi in un tirocinio lungo e meditato, che consente a Darko arditezze inusitate nella plastica, dalle masse compatte ed energicamente definite fino alle raffinatezze più elaborate del ghirigoro.