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rassegne di fotografia

 

Lucio Del Pezzo

 

27 novembre – 30 dicembre 1982 Pordenone Personale

 

Il quadro complessivo della vicenda artistica italiana nell'ultimo quarto di secolo è caratterizzato da un legame intimo (quasi sempre risoltosi in subalterna dipendenza) con i fenomeni culturali sviluppatisi in America, in una realtà sociale, cioè, caratterizzata da uno sviluppo tecnologico avanzato fino ai limiti della putrefazione.

Tutti i fenomeni, i gusti, le tendenze e i movimenti sono stati, in maniera più o meno evidente, derivati da un'esperienza neodada che recuperava dal profeta Duchamp tutte le intuizioni e gli avvii. Non sfuggono a questa condizione neppure i fenomeni etichettati come europei o quelli che, quasi paradossalmente, sono stati in anni recenti esportati.

L'unico moto di reazione al neocolonialismo è stato il filtro che alcuni autori hanno saputo porre alle acquisizioni importate, calandole nella propria esperienza, dimensione e realtà.

E sono proprio questi protagonisti, che hanno segnato positiva­mente gli anni tra la fine del Cinquanta e l'Ottanta.

La loro rilettura del neodada, alla luce di una civiltà preindustriale come quella italiana o, più ancora, paleoindustriale (se non artigianale) propria di alcune regioni, con tutte le contraddizioni, gli scontri e le connotazioni conseguenti, ha prodotto un'attività specifica che non ha trovato e non trova nessun corrispondente.

Il caso di Del Pezzo è emblematico.

La sua matrice, dadaista più che neodada, è lapalissiana.

Concorrono nella sua opera il gusto del ready-rnade accanto alla scelta pop-povera dei materiali, il senso meccanico del modulo ripetuto e quello strutturalistico dei contorni netti e stagliati.

Ma, su tutto, emerge l'impegno politico del fare arte, sia nella fase di più spiccato impegno a recuperare tutta una cultura atavica e dialettale, sia anche, più in generale, nella intuizione della ludicità del fare arte.

Nella fase attuale, di crisi contemporanea tanto dell'impegno problematico dell'arte quanto del disimpegno riflussivo, la sua produzione, che già per molteplici aspetti è stata affidata alla storia delle avanguardie, si pone come riferimento oggettivo: paradossalmente, potrebbe «fare scuola» chi ha sempre rappresentato un «caso a parte» nel panorama nazionale.

Regola e caso giustapposti non per forzature ma per naturali analogie; gusto quasi sensuale della forma e del colore ma anche dell'armonia e delle geometrie compositive; ricerca dei materiali e loro uso non pregiudiziale: sono le matrici di derivazione di tutti i moduli nei quali oggi si ricerca una linea di tendenza espressiva.

Ma sono anche le componenti prime del lavoro di Del Pezzo, gli elementi di una ricerca assunta sin dalla metà degli anni Cinquanta e che ancora ha molte, autorevoli cose da suggerire.