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COLLETTIVO
LINEACONTINUA
TERRA DI LAVORO

LE
MOSTRE
Firenze
Il Moro, Montefiore
Conca, Napoli
'80,
Napoli
FNLAV, Pordenone,
Ricognizione -Verifica,
Salerno
Ricerche
di base, Spazio
Praticabile,
Trieste, Udine,
Vicenza,
Firenze
- Il Moro 31 marzo - 23 aprile 1979
Firenze
- Il Moro ottobre 1979 Ricerche di Base -
La Croce del Sud
Raffaele
Bova,
Peppe Ferraro, Livio Marino,
Armando Napoletano, Antonello Tagliafierro
Firenze
- Il Moro settembre 1980 -
Rassegna dei Gruppi Autogestiti in Italia
Le
condizioni storico-culturali che avevano determinato la nascita, a Caserta, di
Lineacontinua (Associazione Culturale, Galleria e Collettivo) avevano parimenti
fatto sviluppare situazioni analoghe in tutta Italia e soprattutto nei grandi
centri storicamente centri culturali di massimo interesse.
A
Firenze l'iniziativa era stata presa da un gruppo di artisti che si raccoglieva
presso il Centro "Il Moro" dove - come era avvenuto a Caserta -
finivano per convergere tutte le esperienze che si andavano realizzando in
Italia.
Fu
quindi abbastanza naturale che il Collettivo prendesse contatto con il Centro
fiorentino e vi portasse più volte le esperienze più recentemente fatte nel
territorio.
In
una prima occasione - nel marzo del 1979 -, si trattò di una semplice mostra di
documenti, con particolare interesse alle ultime vicende come il "Napoli a
piedi" da poco realizzato.
Nel
mese di ottobre successivo, però, "Il Moro" ospitò parzialmente
l'iniziativa realizzata a Salerno e la etichettò come "Ricerche di base
2": in quell'occasione il Collettivo realizzò un'opera molto elaborata,
dal titolo "LA CROCE DEL SUD" (peraltro, già proposta a Caserta)
Infine,
l'anno seguente (ottobre 1980) "Il Moro" diede vita ad una
ricognizione dei gruppi dal tito- lo "1^ RASSEGNA DEI GRUPPI AUTOGESTITI IN
ITALIA", che fu severamente e lucidamente recensita da Giuse Benignetti, a
quel tempo una delle figure più autorevoli nella critica d'Arte a Firenze.
Eco
d'Arte Moderna n° 28 luglio 1980 ARTE
notiziario
FIRENZE:
UNA STAGIONE DI RASSEGNE ALLO STUDIO D'ARTE IL MORO
Abbiamo
preferito dare notizia dell'attività di questo Studio d'arte alla fine della
stagione, proprio per dare un giudizio globale sulle manifestazioni dei vari
gruppi autogestiti. Idea lodevole, dobbiamo innanzitutto riconoscere, visto lo
squallore delle personali allestite nelle altre gallerie, non ultime quelle
cosiddette di avanguardia. Il programma definitivo non era conosciuto, penso,
neppure dagli organizzatori i quali ora ci informano che, visto il successo,
hanno impegnata tutta la prossima stagione.
Si
è iniziato, dunque, ai primi di novembre con il Cronotopo di Perugia (M.
Barcaccia, S. Cardinali, P. Marzialetti, C. Soldani, P. Vecchietti) che ha dato
luogo ad un happening di liquefazione di cere abbastanza suggestivo e al quale
il pubblico si è sentito coinvolto ed ha partecipato simpaticamente. Tutt'altra
esperienza hanno proposto gli operatori del Centro del Portello di Genova (C.
Bruzzo, S. Cortesogno, D. Torri), cioè proiezioni contemporanee ed alternate:
con filtri polarizzati, schermi traslucidi si sono avute percezioni
stereoscopiche e hanno affermato «che non sia necessario voler rendere
scientificamente probatorio e valutabile sperimentalmente ogni elemento
estetico, come non è necessario considerare che ogni problema estetico possa e
debba esser tradotto in termini razionali e concettuali per venire giustamente
inteso».
Il
Centro «Ti.zero» di Torino è quello che ha meglio documentato lo propria
precedente attività ed i propri scopi. M.
Bonello,
G. Nelva. M. Torchio e C. Vitretto ci hanno spiegato che hanno iniziato nel
1971: già da allora hanno svolto un'attività non solo espositiva ma anche di
collegamento-confronto-dibattito fra operatori del settore. In quest'ambito si
collocano gli interventi realizzati nei quartieri torinesi, e in collaborazione
con l'ARCI, le proposte stimolo per l'organizzazione del «Coordinamento
operatori estetici» per attività nel territorio.
Donnarte
che vede riunite artiste di varie tendenze (B. Cardinali, V. Fagini, M.
Forlivesi, M.L. Grimani, R. Lancia, M. Lanzara, G. Persiani, M.L. Piccinelli, E.
Revai, A. Savoi, R.S. Moretti, A.M. Vancheri, A.M. Gilli) non ha saputo far di
più che esporre quadri e quadretti, ma con patetico impegno singolarmente ogni
espositrice ha tentato di spiegare la lettura dei propri lavori. Nel frattempo,
sembra che tale gruppo si sia sciolto, ossia si sia integrato con elementi
maschili ed abbia, ovviamente, cambiato anche il nome.
Altrettanto
(per poca originalità) si potrebbe dire del Centro lavoro arte di Milano che ha
solo esposto cataloghi e documentazioni di mostre di F. Fedi, G. Gini, A,
Ilacqua, A. Lunardi, T. Montanari, C.A. Mulinelli, G. Pagliarani ed anche
proiezioni di diapositive e documentazioni di interventi sul territorio nonché
«testo a fronte» con labili opere di Fernanda Fedi e Vanna Nicototti.
Il
Brandale di Savona ha dato vita ad oper(e)azioni di terra e A. Antibo. F.
Bruzzone, S. Chiappella, F. Varnero, E. L'Acqua, e U. Stagnare hanno collaborato
verbalmente alla spiegazione e alte motivazioni di ciò che invitavano a fare.
Spazio
Alternativo di Roma (Cittadini, Coccia, Fascetti, Guerrieri, Pandolfelli, Rando
e Scano) e gli operatori del Centro-Verifica 8+1 di Venezia/Mestre (Boschini,
Campesan. Cerantola, Costalonga, Costantini, Onofrì, Ovan, Perdon, Roncoroni)
hanno esposto opere di ricerca visiva. Ma ambedue i Gruppi, ci avvertono, hanno
svolto nelle loro città incontri, lezioni, proiezioni.
Il
Centro Magazine di Prato, pur con le lodevoli premesse per ricezioni
interdisciplinari, ci ha lasciati perplessi perché le opere di Farinelli,
Mazza, Scalise, Tassi e Valentino non hanno nulla a che fare con i presupposti
operativi invocati. Unica scusante, la giovane età degli operatori e le diverse
province da dove provengono.
Arena,
Chirico, D'Amico, Francesca, Torneo, Tramontano fanno parte di Teatro, la morte
la maschera e per una settimana hanno impegnato lo studio d'arte con, diciamo
cosi, rappresentazioni che sotto il titolo detriti hanno compreso un intervento
sui tempo (viaggio nella macchina teatrale), un intervento dell'elemento umano
(lettura del gesto teatrale), e un intervento contraddittorio di elementi visivi
(esposizione- ambigua) sulla quale meglio potrebbe riferire chi si occupa di
Teatro. Ancora da Caserta, Lineacontinua, terra di lavoro; quindi Inter/Media di
Ferrara con interventi dì M. Camerani, E. Mattaliano, M. Cavallina e M. Sitti:
hanno esposto un affiche 400 x 300 con la scritta «Arte contro Arte» con
colori acritici; un manifesto fotografico 70x100 con l'ingrandimento del
comunicato n. 11 (divagazioni sull'attività dei Gruppi, su ritorni all'ordine,
sui lavori interdisciplinari delie avanguardie, ecc. ecc. ecc.); successione
fotografica di un dattiloscritto sul «Primo Convegno nel Convegno-Palazzo dei
Congressi, Bologna»; registrazione video dell'opera organizzata « Evento 77»
(sopra il monitor copia originale del volume «Evento 77»); registrazioni
dell'opera « Interferenza », su nastro (sul registratore copia originale del
volume «Interferenza»!. Mentre andiamo in macchina è annunciata una mostra
dell'Associazione AM di Roma con opere di M. Bizzarri, V. Gigli, A. Mengotini,
C. Persiani, A. Savoi, A. Vancheri (queste tre ultime evidentemente transfughe
dal precedente Donnarte!) e, a chiusura della stagione, il gruppo Studio d'Arte
II Moro, naturalmente di Firenze.
Giuse
Benignetti


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