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rassegne di fotografia

 

Leonardo FRETTA

 

   

2 - 15 ottobre - 1982 Pordenone Personale

30 ottobre - 17 novembre 1982 Como Personale

 

Le linee entro le quali si muove la produzione artistica oggi, in un clima cioè di massima anarchia, sono essenzialmente tre, spesso contraddittorie tra loro.

Da un lato, emerge la netta volontà dell'assoluto disimpegno nella direzione di un fare pittura come attività liberata e liberante, in un gioco continuo di linee di forme e di colori che è stato già etichettato come new decorativism.

Da un altro lato, ma complementarmente, si afferma il bisogno di un rigore scientifico di analisi, sia delle forme che del colore, a sostegno della attività pittorica pura.

La terza linea è quella di un forte richiamo al passato (e specialmente ad alcuni grandi maestri, visti come inevitabili riferimenti) come ad un mondo di certezze assolute.

Il risultato è in molti casi di forte ambiguità, per la possibilità sempre in agguato di scivolare nel decorativismo fine a se stesso, nella ripetitività ossessiva o nella pedissequa imitazione dei grandi.

Fretta sembra invece muoversi con sufficiente disinvoltura tra le insidie delle tre linee di tendenza, schivando ad ogni passo gli agguati e giungendo ad una conclusione autonoma anche se non svincolata.

Il "maestro" lo indica lui stesso in Klee; ma i richiami vanno molto più oltre, al gusto del primitivo in assoluto, all'arte delle origini, fino agli ideogrammi egizi o ai graffiti delle caverne.

Di più, ci aggiunge le esperienze recenti, dell'arte pop e povera, che consentono una libertà più ampia e incisiva sul piano della creatività.

Ma, quasi a compenso, interviene anche una certa memoria della geometria, delle linee e del colore, in una ricerca analitica che impegna la composizione da tutti i punti di vista, creando effetti di sonorità musicale.

Ne risulta un new decorativism che non concede niente alla sensualità; un rigore che non è mai ripetitività; un recupero storico che si configura più ampiamente come "matrice dell'umano" che era già nei maestri, riconosciuti e non, ma che assume anche una nuova funzione dialettica con la realtà e con la storia.

 

Il testo fu usato in ambedue le mostre.