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Pietro GALLO

Caserta 6 marzo 1974
Personale
"Mamma, perché Assuntina non ha, come me, il cosino ?„ . . . "Sta' zitto, ch'è peccato”, . . . "Facciamo a chi vien prima?” . . . "Sesto, non fornicare.,, . . . "Ragazzi, andiamo a puttane ?” . . . "Ho a casa un giornaletto, ch'è una vera bomba. nudi
in-te-gra-li, capite?,, . . . "Sono abbonato a Men.,, .
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Ho imparato ad amare in mezzo alla campagna, per solo pochi spicci, senza soddisfazione, senza nessun bisogno, quasi senza aver voglia.
Ho visto dell’ amore solo i lati più sporchi.E quando ho, poi cercato di conoscer l'amore, di capire che cosa mi legava a una donna, mi son trovato solo, coi miei sogni proibiti, con le ansie oppressive, le frenesie violente, desideri frustrati il vuoto dentro e fuori.
Ho coltivato sogni d'un amore pulito, oppresso, ossessionato dal senso del peccato, dal gusto del rimorso, dal timore di dio, dell'inferno, dei santi, ho carezzato in sonno le dolcezze proibite; ed ho cercato, invano, di trovare nel mondo tutto quel che sognavo.
M'avevano insegnato quant'è sporco l'amore, quant'e vile pagarlo, com'è inutile il sogno di violente avventure, l'onanismo elevato a rango di bisogno, fisico e morale.
E mi sono scoperto, nella mia solitudine, simile a tanti altri che, con me, coltivavano il sogno d'un amore che non dia solo il vuoto, dopo l'esasperazione d'un attimo di tensione, d'un orgasmo artefatto.
Ho cercato l'amore come senso di vita, pienezza di rapporto, possesso completo, fisico e spirituale, ed ho trovato il vuoto di contatti fugaci, di strofinii epidermici, senza una parola, senza un solo pensiero che desse un senso vero ad un rapporto umano.
Ora cerco d'emergere dal vuoto sconfinato di questa alienazione, dell'incomunicabilità, nella vana speranza d'affiorare alla luce, di trovare nel mondo, nelle donne che incontro, un sol cenno d'amore che possa darmi il senso di una dimensione, nuova, profonda, umana, di questa strana cosa che ancor si chiama amore.
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