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rassegne di fotografia

 

Ljerka KOVAČ

 Maggio 2002 Pordenone Personale

 

LE FAVOLE A COLORI

La grafia di un autore è sempre conseguenza di un processo di maturazione che, sulla base di una cultura "materna", assume ed armonizza il patrimonio acquisito nel corso degli anni, per effetto di conoscenze più o meno dirette, di eventi storici generali e personali, di eventi più o meno occasionali. La sommatoria di tanti caratteri da luogo ad una identità che risulta infine originale, pur leggendosi in trasparenza tutte le componenti che vi concorrono.

Evidentemente, in un tempo in cui gli eventi hanno un ritmo universale e frenetico e stravolgono spesso non solo la vita dei Paesi e dei popoli ma anche le esistenze individuali; in una società dove la comunicazione è diventata globale in tempo reale; in sostanza, in una condizione generale che consente conoscenze in infinite e mai definitive, la personalità di un autore, specialmente nel campo delle arti visive, è frutto di un accumulo spesso inestricabile di elementi che arrivano da tutte le parti ed in ogni momento.

Un artista - come nel caso di Lierka Kovać - che si sia formato in un clima culturale particolare come quello della regione balcanica in un tempo in cui i rapporti con l'Occidente erano poco frequenti, non meraviglia se la base più solida della grafia risulta quella di una cura e di un'attenzione al disegno che dominano largamente su qualsiasi altra tensione creativa; ed il carattere minuzioso, quasi da miniatura, delle sue composizione risulta una cifra diffusa nel territorio, ma personalmente e particolarmente elaborato in una sensibilità personale lirica e fantastica.Di fatti, un altro elemento - pur radicato nella cultura materna - risulta sicuramente e convintamente manifestazione di una individuale fisionomia interiore; ed è quello di una innata capacità di fabulizzare la realtà stravolgendo lo stimolo primario (una figura, un paesaggio, una visione naturalistica) assegnandogli una dimensione lirica che disloca la visione dal "genere" verso una interpretazione di gusto astratto che non perde mai di vista il reale o, almeno, una lettura favolistica del reale, al punto che, di fronte alle sue composizioni, è più facile sentirsi trasportati verso il mondo di Alice che verso quello del quotidiano violentato delle terre dove è nata e vive.

A dare man forte a questa particolare attitudine, concorre una sensibilità del colore estremamente delicata, che produce atmosfere rarefatte e pastellate nelle quali tutto è possibile.

Nella particolare tecnica dell'acquerello, poi, inevitabilmente questi elementi diventano supporto insostituibile per costruire opere di efficacia altissima; non solo per la tensione, insita all'acquerello, a rendere favoleggianti gli ambienti rappresentati, ma anche e soprattutto per la maturità piena con cui la tecnica viene affrontata e risolta, ponendo lo strumento al servizio di una fantasia spigliata e moderna.

A riflettere con intenzioni "storicistiche" il lavoro della Kovać si presterebbe facilmente a trovare ascendenti, padri e maestri più o meno voluti, più o meno dichiarati; e forse non mancherebbero elementi di riferimento alla storia del nostro tempo e a come essa è stata vissuta dall'autrice e dalla sua generazione; ma la sensazione ultima è quella della totale autonomia creativa di una grafia matura che molto ha assunto dalla storia - sua personale, della sua terra, della civiltà e dell'arte - ma che in definitiva tutti i "materiali" assimilati ha riorganizzato in una lirica visione nuova e personale che ne fanno una delicatissima "narratrice di favole a colori".

 


7 ottobre - 2 novembre 2006

Pordenone “la roggia” Personale con pannello

 

LE FAVOLE A COLORI

Scorrono nell'azzurro

come m un grande acquario

i frammenti di un cosmo

che la mente proietta

da memorie ancestrali.

 

Arroccati su monti

morbidi, tondeggianti,

i castelli di fate

aspettano il corteo

d'improbabili re

 

per strade inerpicate

su colli di meringhe

che richiamano l'ansia

d'affamati poppanti

in attesa di vita.

 

Nuvole delicate

come sospese a un filo

giocano contro il cielo

nelle danze leggere

dei giochi di bambini;

campagne sorvolate

come a volo d'uccello

brillano nella luce

d'atmosfere incantate

dal colore pastello.

 

Favole raccontate

in punta di pennello

con sapore d'antico

e paura di un nuovo

confuso ed angosciante.

 

I ricordi di un mondo

di leggere movenze,

di sogni senza limiti,

di entusiasmi gioiosi

di speranze infinite

 

tornano nelle tele

di un mondo fanciullesco

ancora tutto intatto

vivido, colorato,

nella magia dell'Arte.