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agosto 1979 San Clemente (CE) LA BANDA SBANDA

 

Dell'operazione "La banda sbanda" condotta dal Collettivo Lineacontinua nell'agosto del 1979 a San Clemente (frazione di Caserta) resta traccia solo in un volantino che accompagnava la rassegna foto-cine-video che annualmente l'Associazione Culturale Lineacontinua realizzava nella sua sede di via Colombo.

Il filmato cui si fa riferimento è attualmente irreperibile.

Scheda dei due film in Super 8 presentati dal Collettivo Lineacontinua T.d.L.

La banda sbanda: di Raffaele Bova,Peppe Ferrare,Armando Napoletano e Antonello Tagliafierro; riprese di Giovanni Restino e Gianni Silenziario.

Ha partecipato la Banda musicale di Marcianise.

E' il documento filmico di un intervento tenutosi nell'agosto '79 a S. Clemente di Caserta, ma, rielaborato in fase di missaggio e di sonorizzazione, il prodotto finito risulta essere oggi un vero e proprio film (non un filmato). Bova, Ferraro, Napoletano e Tagliafierro scelsero come sede elettiva per il loro intervento S. Clemente, in quanto i cittadini di tale frazione casertana vivono sulla loro pelle la speculazione industriale, intesa come espressione del massimo profitto privato a danno della collettività.

Ed il danno che il cementificio in questione provoca (questo cementificio che giorno dopo giorno inesorabilmente "mangia" a pezzo a pezzo la montagna che sovrasta S. Clemente) sta nella polvere che gli abitanti devono respirare, e la silicosi diventa così d'obbligo.

Proprio per evidenziare il dramma di questa frazione, localizzata a pochi passi da Caserta, è stato fatto l'intervento, che ha coinvolto il pubblico locale, grazie anche alla banda (che poi, appunto, ha sbandato, ha avuto una deviazione rispetto ai suoi compiti di routine, proponendosi come strumento di invito alla partecipazione), dietro alla quale procedevano i quattro operatori, recanti il proprio "segno", seguiti da numerosi bambini e adulti, ai quali erano stati distribuiti i giocattoli sonori tipici delle feste popolari.

Presunto: di Livio Marino.

Questo film si differenzia profondamente da "La banda sbanda", rappresentando certamente un momento molto più concettuale e riflessivo,il che non significa certo un ritorno all'individuale e al privato,ma esprime la presa di coscienza di sé stessi all'interno della collettività contro i grossi meccanismi mangiatori di uornini altamente antisociali (e Presunto ben si colloca nel percorso artistico di Marino, nel suo ironico viaggio all'interno degli apparati dello Stato, con la sua burocrazia e tutti i mezzi materiali attraverso i quali questa si esprime).

La presa di coscienza che Marino propone è certamente un atto sociale e rivoluzionario, un momento politico espresso attraverso una serie di immagini (confronto politica-estetica) che analizzano la propria persona e che sfociano nell'atto del timbrare, come suggello che lo Stato  impone al cittadino. Ma in questo caso il cittadino è un artista e la scritta "presunto" che compare sulla fronte di Marino è anche il segno della crisi dell'artista rispetto al proprio ruolo. Ed anche se il Burocrate sembra così avere di nuovo partita vinta, imponendo una tale scritta, c'è nella ironica e violenta sequenza del gesto del timbrare il senso della propria opposizione a tutte le forme repressive di cui il cittadino - e non solo l'artista - è vittima.

Enzo Battarra