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Libretto Rosso, Il gioco dell'uovo, La logica è legale?

 

gennaio - marzo 1978 Napoli

la logica e’ legale? la legge e’ logica?

Numero speciale della rivista “Tempo Nuovo” seconda serie anno XII n° 1

Sintesi del lavoro dell'attività estetico-politica del

Collettivo  Lineacontinua Terra di Lavoro

negli anni 1976-1978.  

 

Il volume che raccoglieva la sintesi degli anni più intensi di attività del Collettivo nacque quando stava per verificarsi una prima determinante svolta nei rapporti tra i vari protagonisti che tendevano ad assumere direzioni più individuali e slegate dal principio di "assemblearismo" che aveva caratterizzato la parte più vivace del lavoro: questo era però anche conseguenza di una mutata temperie della società, nella quale le strutture democratiche denunciavano immediatamente delle difficoltà e gli organismi rappresentativi - a partire dai Sindacati - avevano vita sempre più difficile nei rapporti con la base.

Un antico rapporto di collaborazione con la rivista napoletana "Tempo Nuovo" - di dichiarato ascendente socialista ma sganciata anche dai vertici del Partito che si andava caratterizzando per l'egemonia di Craxi - consentì di produrre un numero unico in cui venivano riassunti non solo gli avvenimenti che avevano caratterizzato la vita del Collettivo e le iniziative di maggiore impatto che in tre anni erano state svolte con successo; ma si approfondivano anche i temi fondanti del pensiero estetico che ad esse era sotteso, vale a dire il grande impegno nel sociale che gli artisti cercavano di esprimere e il senso del rapporto tra ludico-estetico e sociale-politico che ne caratterizzava la preparazione e l'esecuzione.

Fu possibile raccogliere in una sola pubblicazione la maggior parte dei materiali - soprattutto di quelli cartacei - che nel corso dei diversi intereventi erano stati prodotti; ma si cercò anche di approfondire le tematiche che di volta in volta avevano sollecitato l'interesse e proposto le soluzioni che erano state adottate, dai temi del lavoro a quelli dell'ambiente dai problemi della scuola a quelli della casa, di volta in volta calandosi nella specificità del territorio per cogliere quei dati che più profondamente incidevano nella condizione sociale e nelle problematiche che venivano proposte.

Infatti, di volta in volta, c'erano dei referenti con cui dialogare e con cui confrontarsi per non "calare dall'alto" i gesti estetici col rischio di farli "scivolare sulle cose" senza assumere responsabilità.

Il racconto, alla fine, risultò molto organico e chiarificatore, fino a diventare quasi un modello di riferimento.

Infatti, il volume ebbe un rapido successo, negli ambienti interessati: e non furono poche le occasioni in cui ho avuto personalmente modo di dover fare chiarezza con chi "vestiva le penne del pavone" attribuendosi meriti di partecipazione o, addirittura, diritti di primogenitura in certi metodi di lavoro.

In sostanza, ancora oggi resta un pilastro in una narrazione degli avvenimenti di quegli anni che voglia analizzare un segmento - piccolo, in verità, almeno in termini di durata, ma non certamente di scarso interesse - come è stato quello della stagione delle attività estetiche finalizzate all'integrazione dell'intellettuale nella società.