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GLI INTERVENTI NEL TERRITORIO

 

Acerra, Borgo Casoni, Gaeta, La banda sbanda, Muggia, Napoli a piedi,

Nocera Inferiore, San Giuseppe Vesuviano, Succivo, Terzigno

 

11 giugno 1978 NAPOLI A PIEDI

 

Una tradizione ormai consolidata aveva fatto degli artisti napoletani una categoria particolare di intellettuali, pronti a cogliere le emergenze dell’attualità e a farle crescere in una visione particolare, legata alla storia ed alle abitudini territoriali.

L’incidenza della lezione di Crispolti - che insegnava nella vicina Università di Salerno - aveva prodotto (quasi necessariamente) una larga fioritura di Gruppi ed Associazioni di artisti che all’”operare estetico nel sociale si dedicavano con convinzione.

Per questo, anche una testata giornalistica del valore di “Paese Sera” non ebbe esitazioni ad avviare un progetto di interventi destinato a scuotere la realtà cittadina con “provocazioni” artistiche e culturali di grande livello e di ampio respiro.

Il Collettivo colse al volo l’occasione, per proporre uno dei tempi più urgenti ed attuali nel territorio, quello della disoccupazione a tutti i livelli.

E risolse l’intervento con altissima creatività dando vita ad un happening che segnò notevolmente la manifestazione e di cui lo stesso giornale riferì con commenti positivi.

"NAPOLI A PIED I " Vìa T. L. Caro - Spiaggia Gaiola Posillipo

Domenica 11 Giugno ore 10,30 —  organizzazione di "PAESE SERA"

II Collettivo LINEACONTINUA T.L. -- R. Bova, G,Ferraro, L. Marino, A. Napoletano, E,Navarra, A. Tagliafierro - aggregazione di operatori estetici nel sociale, propone un intervento sul territorio napoletano intorno al problema dalla DISOCCUPAZIONE, operando con una metodologia  delle ARTI VISIVE.

L'intervento pone l'accento sul problema sempre più grave ed attuale della crisi in generale e, in particolare, nel modo in cui essa coinvolge ed esaspera in primo luogo il mondo del LAVORO.

La DISOCCUPAZIONE, che a livello nazionale assume caratteri già rilevanti,nel Sud e specificamente nella nostra regione diventa sempre più drammatica.

Precaria è anche la condizione del lavoratore occupato: licenziamento-cassa interazione sono minacce giornaliere!

La disoccupazione giovanile ha anche essa assunto proporzioni abnormi; resta però ancora del tutto irrisolto il problema delle liste speciali.

In questo contesto si inserisce il nostro intervento estetico-socio-politico, che prende spunto dalle iniziative "NAPOLI A PIEDI" condotte dal quotidiano "PAESE SERA".

L'intervento si articola percorrendo via T. L. Caro.

Gli operatori indosseranno abiti simbolici quali sacchi recanti scritte che evidenziano i principali serbatoi di disoccupazione: SCUOLA, come area di parcheggio e di dequalificazione professionale; FABBRICHE come luogo di produzione, incapace di riconvertirsi nei metodi di produzione e quindi di assimilare nuova forza lavoro.

A conclusione della passeggiata collettiva confluiranno alla spiaggia della Gaiola a Posillipo, dove si spoglieranno dei sacchi che saranno lavati e stesi al sole.

"I disoccupati" a questo punto saliranno su una barca da dove verranno lanciati palloncini recanti la scritta:

"UNITI   PER   LA   OCCUPAZIONE"

il collettivo lineacontinua

«UNITI per I'occupazione» un cartello questa scritta è stato fatto volare attaccato ad un grappolo multicolore di palloncini sul cielo di Poslllipo dagli operatori del collettivo «Lineacontinua» che hanno concluso l'ultimo percorso di «Napoli a piedi», l'iniziativa di «Paese Sera» per la riscoperta della città, a bordo di una barca sul mare della Gaiola.

I partecipanti alla passeggiata domenicale al sono praticamente inseriti nel flusso enorme di napoletani che da alcune domeniche ai riversano sempre più numerosi a mare e che in una certa misura interessa anche la Gaiola dove resistono gli ultimi metri di spiaggia libera del litorale di Posillipo. Al termine del viottolo gradonato che conduce dalla strada carrabile alla banchina ed alla spiaggia «Napoli a piedi» s'è completamente confusa con i bagnanti.

L'invito del comitato collina-centro-mare, infatti, era quello di non dimenticare a casa il costume da bagno e molti lo hanno seguito. Alla spiaggia gli operatori di «Lineacontinua» sono arrivati in abiti simbolici ricavati da vecchi secchi, su cui a via Tito Lucrezio Caro avevano tracciato con vernice scritte sulla disoccupazione («scuoia, area di parcheggio e dequalificazione professionale», « fabbriche incapaci di assimilare nuova forza lavoro»).

Alla Gaiola si sono spogliati dei sacchi, li hanno lavati a mare e il hanno messi ad asciugare al sole. A questo punto alcuni di loro sono saliti su una barca, si sono allontanati di alcune decine di metri dalla riva ed hanno quindi affidato ai palloncini II loro messaggio.

(da «Paese Sera» di lunedì 12 giugno 1978)