viale Trieste, 19 33170 PORDENONE (I) tel. e fax ++39 0434 552174 c. 3388894652 laroggia@tin.it

 

HOME

ANNALE

ARTISTI

CALENDARIO

SEDE

STORIA

VETRINA

COLLETTIVO LINEACONTINUA

PASSEGGIATE ITALIANE

PASSEGGIATE EUROPEE

MESSA A FUOCO

rassegne di fotografia

 

COLLETTIVO LINEACONTINUA

 

TERRA DI LAVORO

 

 

INTERVENTI NELLA SCUOLA

 

Aversa 1, Aversa 2, Pesce d'aprile, SalernoSan Leucio (CE), Santa Maria Le Grotte.

 

10 maggio 1977  Salerno - Università

Incontro con gli studenti

Raffaele Bova, Haebel, Livio Marino, Silvio Napoletano.

 

Fallito il tentativo di "intervento istituzionale" ad Aversa, L'operazione si svolse però martedì 10 maggio 1977 in un'aula dell'Istituto di Storia dell'Arte della Facoltà di Lettere dell'Università di Salerno, dove la possibilità di intervento fu offerta dalla responsabilità e dalla presenza di Enrico Crispolti, docente di Storia dell'Arte e animatore di incontri tra i gruppi di base di operatori campani con gli studenti della facoltà stessa.

All'azione parteciparono Bova, Haebel, Marino L. e Silvio Napoletano.

Nel corridoio dell'Istituto fu disposto l'angelo; agli studenti richiamati dal fatto fu distribuite «patenti di guida sull'autostrada della disoccupazione intellettuale» realizzate a perfetta imitazione di quelle di guida automobilistica con la variante del timbro, che era quello del collettivo; della foto, che era costituita da un ritaglio di stagnola tale da consentire a chiunque di specchiarsi e di riconoscersi; della normativa, che si riduceva ad un solo articolo minacciante la sottoccupazione ai trasgressori; e l'ironica firma del «perfetto», anziché del prefetto.

Alcuni studenti accettarono di farsi « bollare » come era avvenuto ad Aversa: solo, la scritta stavolta era « Disoccupato intellettuale ».

L'azione richiamò un numero nutrito di studenti che furono riuniti in un'aula, dove l'angelo fu posto sulla cattedra, un;operatore fu «vestito» come ad Aversa ed un altro presentò prima il senso dell'intervento e le sue motivazioni poetico-politiche e sollecitò poi il dibattito con gli studenti universitari sulla duplice forma di condizionamento che, nello specifico della facoltà, i giovani subivano, da un lato come studenti ancora soggetti alle leggi ricattatorie dell'Università; dall'altro, come futuri docenti destinati ad essere prima emarginati tra i disoccupati intellettuali e poi, nella migliore delle ipotesi, fagocitati da un sistema burocratizzato e burocratizzante, trasmettitori inerti di una conoscenza stantia ed acritica.

Il dibattito fu vivace, soprattutto per la particolare condizione di privilegio che veniva realizzata, in quella sede, dal metodo alternativo di insegnamento di Crispolti, testimoniato appunto dallo stesso intervento; e per la matura coscienza di alcuni studenti, aperti ai problemi sulla didattica e sulla funzione sociale della scuola.

Emblematicamente, negli interventi sulla Scuola, furono privilegiati due tipi di Strutture: un Istituto d'Arte ed un Liceo Artistico, scelti per la specificità dell'insegnamento impartitovi che ne fa la sede più idonea per una proposta estetica; e una aula di una facoltà di Lettere dell'Università, centro focale di una duplice funzione, quella cioè dell'apprendimento di una poetica ancora legata a schemi classici e superati; e, al tempo stesso, quello della formazione di una nuova classe docente.