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COLLETTIVO
LINEACONTINUA
TERRA DI LAVORO

GLI
INTERVENTI NEL TERRITORIO
Acerra,
Borgo
Casoni, Gaeta, La
banda sbanda, Muggia,
Napoli
a piedi,
Nocera
Inferiore, San
Giuseppe Vesuviano,
Succivo,
Terzigno
29
maggio 1977 S. Giuseppe Vesuviano intervento
interrotto
Raffaele
Bova, Peppe
Ferraro, Haebel, Livio
Marino, Armando
Napoletano,
Enzo
Navarra, Giuseppe
Onesti, Aldo
Ribattezzato
La
manifestazione proposta a San Giuseppe Vesuviano (NA) aveva una sua già
consolidata tradizione ed era condotta da Associazione e Gruppi di giovani
operanti nella cittadina su una posizione di deciso antagonismo al potere.
Il
Collettivo si presentò numeroso (oltre al nucleo tradizionale -Bova, Ferraro,
L, Marino, Napoletano, Ribattezzato) aderirono anche G. Marino ed Haebel oltre a
due autori nuovi - Enzo Navarra e Giuseppe Onesti - provenienti da Pordenone e
che sarebbero stati compagni di viaggio in altre fondamentali iniziative.
Il
progetto di intervento fu accuratamente studiato e riassunto poi in un volantino
da distribuire tra la gente - per una più agile comprensione dell'happening -
come sarebbe stato poi sempre in futuro, quasi una cifra del Gruppo e del
lavoro.
IV
GIUGNO POPOLARE VESUVIANO - Arti visive
Intervento
del Collettivo Lineacontinua Terra di Lavoro
S.
Giuseppe Vesuviano - Domenica 29 Maggio 1977 - Piazza Garibaldi
II
Collettivo Lineacontinua Terra di Lavoro - aggregazione di operatori estetici
nel sociale - propone, con il suo intervento sul territorio di San Giuseppe
Vesuviano, un momento di sollecitazione e di dibattito intorno allo realtà
attuali e storiche del paese, con specifico riferimento alle attività
produttive, alle strutture sociali ed a quelle culturali proprie del territorio.
L'azione
prende l'avvio dalla costruzione di una gabbia (simbolo delle sovrapposizioni di
potere sulla realtà originaria) realizzata al centro dei giardini pubblici di
piazza Garibaldi. Tale gabbia viene rivestita di un panno (riferimento
all'attività tessile come elemento portante dell'attività economica del paese)
fino a creare una sorta di cubo completamente bianco, all'interno del quale
vengono sistemati gli "oggetti" che, di volta in volta, saranno
utilizzati nel corso delle operazioni: la gabbia sarà realizzata dall'operatore
Haebel, che vi collocherà, tra le altre cose, un dipinto rappresentante un
maiale (richiamo alla tradizionale attività del mercato del bestiame, caduto in
abbandono).
Successivamente,
l'operatore Raffaele Bova, su un ampio telaio (anch'esso richiamantesi
all'attività tessile) "ricucirà" su una tela apposita l'immagine
della "lira" usando, per le scritte, lettere a somiglianza degli
animali un tempo oggetto di mercato; al centro, sarà rappresentato un maiale.
Gabriele
Marino disegnerà sul terreno la tradizionale "settimana" (gioco di
antiche origini e tradizioni, legato alla realtà propria dei paesi rurali
dell'area vesuviana) ed inviterà tutti al gioco, componendo all'interno delle
singole caselle i simboli del Collettivo.
Armando
Napoletano, analogicamente, inviterà al "gioco del chiodo" (tentativo
di fissare con tre colpi un chiodo in un'asse, in cambio di simbolici premi)
riproponendo, con Marino, il senso della creatività, dell'attività ludica e
del recupero di forme tradizionali di tempo libero: intorno alla questione si
solleciterà l'intervento e il dibattito dei cittadini.
Aldo
Ribattezzato recupererà la tela con cui è stato realizzato il cubo e vi segnerà
innumerevoli finestre (simbolo del palazzo reale di Caserta, emblema del potere
sovrapposto alla realtà e prevaricatore della civiltà originaria) e ritaglierà
le singole sagome, che distribuirà tra la gente e sulle case a denunciare il
processo di trasformazione forzata della realtà.
Livio
Marino, nel corso dall'operazione, "certificherà" varie situazioni in
maniera ironica e provocatoria per sollecitare l'interesse intorno alla
elefantiasi burocratica, ai ritardi dello decisioni politiche, all'immobilismo
cittadino così attuale nella vita pubblica del paese.
Peppe
Ferraro costruirà uno spaventapasseri (richiamo alla tradizionale attività
agricola) che coprirà successivamente con un foglio di plastica recante scritte
provocatorie e polemiche, in riferimento alle distruzioni recenti verificatesi
in agricoltura.
Enzo
Navarra estrarrà da un uovo gigantesco (anch'esso simbolicamente riferito alle
tradizioni agricole) confetti di materiale povero recuperando le due forme
principali dì attività: I'agricoltura (in via di distruzione) e l'artigianato
(sostituito dall'industria.
Al
Collettivo si è aggregato nell'operazione l'operatore del gruppo "La
Roggia" di Pordenone Giuseppe Onesti, che ritaglierà sagome di animali
(ristrutturazione della zootecnia) le quali saranno "certificate" da
Livio Marino e regalate ai cittadini,
IL
COLLETTIVO LINEACONTINUA T.L.
Il
taglio decisamente politico e i riferimenti espliciti e non casuali alla
gestione della Cosa Pubblica - in un territorio che aveva come cifra dominante
lo stravolgimento delle radici culturali e la speculazione più spietata e
troppo spesso ai limiti (e oltre) della legalità - non poteva non provocare una
reazione immediata e violenta.
L'alibi
ufficiale fu la mancata richiesta di autorizzazione - da parte
dell'organizzazione - di una speciosa richiesta di licenza "per occupazione
di suolo pubblico" (l'oggetto incriminato era la "gabbia"
realizzata da Haebel): su questa base, i vigili urbani intervennero a bloccare
ogni intervento (primo fra tutti, la distribuzione del volantino che era il vero
oggetto della "contesa").
Ci
furono reazioni vivaci, dei giovani dei Circoli che organizzavano e degli
artisti che agivano; ma non ci fu niente altro da fare che interrompere
l'intervento.
Alla
fine, coerentemente con il proprio modo di lavorare, il Collettivo emise un
"certificato" (ovviamente, di Livio Marino) e realizzò una tela
a molte mani per denunciare il sopruso: la tela fu poi esposta (e vi rimase a
lungo) nella sede dell'organizzazione.
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