viale Trieste, 19 33170 PORDENONE (I) tel. e fax ++39 0434 552174 c. 3388894652 laroggia@tin.it

 

HOME

ANNALE

ARTISTI

CALENDARIO

SEDE

STORIA

VETRINA

COLLETTIVO LINEACONTINUA

PASSEGGIATE ITALIANE

PASSEGGIATE EUROPEE

MESSA A FUOCO

rassegne di fotografia

 

COLLETTIVO LINEACONTINUA

 

TERRA DI LAVORO

 

 

INTERVENTI NELLA SCUOLA

 

Aversa 1, Aversa 2, Pesce d'aprile, SalernoSan Leucio (CE), Santa Maria Le Grotte.

 

27 giugno 1977 S. Maria Le Grotte – CS intervento con la scuola

 

Nella sua sede di servizio scolastico - l'Istituto Statale d'Arte di Luzzi (CS) - Peppe Ferraro stava orientando l'azione didattica con gli studenti dell'ultimo anno verso nuovi modi di operare ricavati direttamente dalle esperienze fatte nel Collettivo, con il preciso intento di coinvolgere, nell'interpretazione avanzata dall'attività estetica, anche la funzione docente e cercare, intorno alle azioni, il massimo coinvolgimento possibile anche degli altri docenti e discenti dell'Istituto.

In particolare, l'interesse era stato rivolto alla situazione anomala di un paesetto dell'entroterra cosentino, S. Maria Le Grotte frazione di S. Martino di Finita, il cui parroco - docente anch'egli dell'Istituto di Luzzi - aveva dato vita, unitamente agli abitanti ed alle forze democratiche, ad una grossa battaglia a favore degli oltre cinquanta studenti medi del paese.

Questi infatti - essendo il paese situato in posizione di difficile raggiungimento, all'interno dei monti dell'Aspromonte, ed a sei chilometri dalla sede della scuola media - erano costretti ad affrontare quotidianamente - anche in condizioni climatiche molto avverse - un lungo e difficile percorso (su un vecchio e traballante autobus o, spesso, anche a piedi) per raggiungere la scuola: la richiesta più volte avanzata, sia al Consiglio di Istituto che agli organi pr­vinciali e regionali competenti, di una sede locale di scuola media, era stata puntualmente ignorata, con gravi conseguenze sull'evasione dall'obbligo scolastico, con la persistenza dei gravi disagi per gli alunni, a cui si aggiungeva anche la difficoltà derivante dalla diversa origine degli abitanti di S. Martino di Finita, in prevalenza italo-albanesi, che non agevolava certamente il rapporto didattico.

Dopo vari ed inutili tentativi di dialogo con il Consiglio di Istituto - resi sterili anche dall'atteggiamento degli insegnanti che preferivano scaricare sugli alunni il disagio del raggiungimento di sede piuttosto che affrontarlo personalmente - si giunse a formali deliberazioni della locale amministrazione comunale, che reperì locali da destinare a scuola, emise le regolari delibere ed ottenne le necessarie autorizzazioni; ma, appellandosi fiscalmente alle norme vigenti, ancora il Consiglio di Istituto respinse la richiesta di una sede staccata, non solo, ma neanche prese in considerazione l'ipotesi, prevista dalla leg­ge, di una sede succursale.

La reazione della cittadinanza fu il ritiro in blocco - nei termini previsti dalla legge - degli alunni di S. Maria, e l'avvio di un corso privato di preparazione, organizzato dal parroco e realizzato da docenti volontari, con il contributo e l'impegno della cittadinanza, allo scopo di consentire agli alunni di affrontare gli esami, di idoneità o di licenza, in altre scuole vicine.

Ma anche qui si incontrarono difficoltà, perché solo pochi presidi avevano dimostrato sensibilità e disponibilità, accettando le domande di esame: per altri, si erano dovuti fare sforzi enormi e ricorrere alle leggi.

A questo punto, si era avuta una vivace reazione degli alunni «rifiutati» che, in una serie di disegni, avevano espresso la loro protesta e le loro denunce.

La pregnanza di significati e di motivazioni della situazione era stata quindi dal parroco segnalata ai docenti dell'Istituto d'Arte di Luzzi e, su sollecitazione di Ferraro e del Collettivo, si giunse alla determinazione di dare alla protesta un senso, una forma ed una portata più ampi, sia attraverso ladenuncia e la sensibilizzazione di massa, sia attraverso la riproposizione delle formule espressive grafiche, spontaneamente realizzate dagli alunni, in una dimensione più ampia ed eclatante.

Fu quindi fatto distribuire in tutti i comuni limitrofi un volantino a cura della cittadinanza tutta:

Intervento sociale per un impegno comune a Santa Maria Le Grotte per l'istituzione di una sezione staccata di scuola media

E' in atto nella frazione S. Maria Le Grotte di S. Martino di Finita l'esecuzione di un « murales », espressione di impegno sociale collettivo, diretto da un gruppo composto da professori e alunni dell'Istituto Statale d'Arte di Luzzi, in collaborazione con tutti gli abitanti della Frazione, allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul grave problema della carente istruzione obbligatoria dei ragazzi del luogo.

Si  annuncia un pubblico dibattito per  Giovedì 2 Giugno p.v. alle ore 18.30 nei locali parrocchiali sul tema: «Istituzione sezione staccata di scuola media a S. Maria Le Grotte».

Inoltre, un lungo comunicato alla stampa locale denunciava la situazione in ogni suo aspetto e in tutta la sua gravita.

GRAVE SITUAZIQNE LA SCOLASTICA NELLA FRAZIONE S. MARIA LE GROTTE DI S. MARTINO DI FINITA

Delicata e particolare la battaglia ingaggiata e sostenuta dagli abitanti di S. Maria Le Grotte, Frazione di S. Martino di Finita, in provincia di Cosenza, orientati e sostenuti dal Parroco del paese Ermanno Raimondo.

Tema del dibattito polemico, che contrappone gli abitanti della frazione al Consiglio di Istituto della Scuola Media di S. Martino di Finita e,indirettamente, alle autorità scolastiche provinciali e regionali, è la richiesta a suo tempo avanzata, dai cittadini, di una sede locale di Scuola Media, per evitare agli oltre cinquanta ragazzi frequentanti la Scuola dell'obbligo e residenti nella Frazione S. Maria Le Grotte, il disagio di un lungo e difficile viaggio quotidiano per raggiungere la sede della scuola nel paese di S. Martino di Finita, distante sei chilometri dalla Frazione.

Da anni le difficoltà del collegamento, il disagio che ne derivava ai ragazzi e alle famiglie, il conseguente diffondersi dell'evasione dall'obbligo scolastico e, marginalmente, anche la difficile relazione tra i ragazzi santamariani e quelli di S. Martino - prevalentemente di origine albanese - erano stati segnalati al Preside della Scuola e al Consiglio dì Istituto, finché quest'anno si è giunti alla formale richiesta al Consiglio di Istituto di una sede staccata della Scuola, da sistemare nella frazione S. Maria Le Grotte, in locali preventivamente scelti e per i quali l'Amministrazione Comunale aveva adottato regolari delibere, ottenendo anche le necessarie autorizzazioni delle competenti autorità scolastiche sanitarie.

Ma il Consiglio di Istituto aveva respinto la richiesta trincerandosi dietro la motivazione formale della incompatibilità della richiesta con la normativa vigente che non consente la istituzione di sede staccala in frazione o Comune vicino alla sede principale al di qua di una certo numero di chilometri.

Non aveva però il Consiglio di Istituto neppure preso in considerazione la possibilità di una soluzione alternativa, vale .a dire quella della succursale consentita dalla legge e deliberabile dal Consiglio stesso: colpa forse della componente insegnanti, che avrebbe visto la necessità, per alcuni, di spostarsi dalla sede .principale alla succursale, con un personale disagio, considerato evidentemente insopportabile ai docenti, mentre era imposto agli alunni.

La protesta dei cittadini si è materializzata nel ritiro in blocco dei ragazzi dalla Scuola, nei termini prescritti dalla legge, per provvedere privatamente alla preparazione, di cui si sono fatti carico lo stesso parroco ed alcuni volenterosi docenti, per consentire ai ragazzi di affrontare gli esami, di id­neità o di licenza, in altre scuole vicine.

Anche qui, però, si sono incontrate difficoltà, perché solo pochi presidi si sono dimostrati sensibili e disponibili, mentre per altri è stato necessario ricorrere alle preghiere prolungate e alle norme vigenti.

Intanto l'azione si é spostata dal piano della polemica municipale a quello più ampio della situazione culturale, quando gli alunni "rifiutati" hanno deciso di esprimere la loro protesta in disegni realizzati a scuola.

Per intervento, infatti, di alcuni docenti e alunni dell'Istituto Statale d'Arte di Luzzi, le indicazioni iconografiche dei ragazzi di S. Maria Le Grotte sono state trasportate su un ampio murale, realizzato all'esterno della canonica, per coinvolgere più direttamente la popolazione e le forze sociali e culturali; intanto, una nuova richiesta circostanziata è stata inviata al Consiglio di Istituto e resa di dominio pubblico, per ottenere la sezione staccata di scuola media.

L' avvenimento, come è evidente, coinvolge situazioni, e persone e strutture a, tutti .i livelli, toccando sia il campo dell'educazione che quello della funzione sociale e culturale (non meramente burocratico) dei consigli eletti come organi collegiali della scuola, sia quello della fuga dalla Scuola dell'obbligo.

Ed è auspicabile che l'azione dei cittadini di S. Maria Le Grotte incontri la sensibilità e il favore delle forze democratiche e culturali del paese, perché la richiesta venga accolta e abbia finalmente termine una situazione anacronistica ed emarginativa.

In questa situazione si sono mossi l'Istituto Statale d'Arte di Luzzi e il collettivo di operatori estetici Lineacontinua, in attesa che il problema divenga di dominio pubblico e, con l'interessamento delle forze sociali più democratiche avanzate, trovi presto una soluzione né utopistica né difficile, che solo un piccolissimo atto di volontà e di impegno può rendere in tempi rapidissimi concretamente operativa.

Infine, per iniziativa del Collettivo e con il contributo degli insegnanti e degli studenti dell'Istituto d'Arte di Luzzi, fu realizzato sulla facciata della canonica un murale di circa venti metri che riproponeva in dimensioni proporzionali i disegni degli alunni, tra i quali spiccavano quello rappresentante un autobus stracarico di ragazzi appesi finanche alle ruote, e quello raffigurante un corteo con striscioni e scritte che reclamano la scuola.

Mentre l'opera murale veniva realizzata, tutti i ragazzi del paese partecipavano all'azione, trasferendo le scritte e le immagini su tutte le superfici disponibili e finanche sull'asfalto del manto stradale.

Su un angolo del murale, infine, furono riassunti simbolicamente i « segni » del Collettivo (lira, timbro, spaventapasseri) a testimonianza dell'impegno e della partecipazione all'iniziativa.