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COLLETTIVO
LINEACONTINUA
TERRA DI LAVORO

INTERVENTI
NELLA SCUOLA
Aversa
1, Aversa
2, Pesce
d'aprile, Salerno, San
Leucio (CE), Santa
Maria Le
Grotte.
27
giugno 1977 S. Maria Le Grotte – CS intervento con la scuola
Nella
sua sede di servizio scolastico - l'Istituto Statale d'Arte di Luzzi (CS) -
Peppe Ferraro stava orientando l'azione didattica con gli studenti dell'ultimo
anno verso nuovi modi di operare ricavati direttamente dalle esperienze fatte
nel Collettivo, con il preciso intento di coinvolgere, nell'interpretazione avanzata
dall'attività estetica, anche la funzione docente e cercare, intorno
alle azioni, il massimo coinvolgimento possibile anche degli altri docenti e
discenti dell'Istituto.
In
particolare, l'interesse era stato rivolto alla situazione anomala di un
paesetto dell'entroterra cosentino, S. Maria Le Grotte frazione di S. Martino di
Finita, il cui parroco - docente anch'egli dell'Istituto di Luzzi - aveva dato
vita, unitamente agli abitanti ed alle forze democratiche, ad una grossa
battaglia a favore degli oltre cinquanta studenti medi del paese.
Questi
infatti - essendo il paese situato in posizione di difficile raggiungimento,
all'interno dei monti dell'Aspromonte, ed a sei chilometri dalla sede della
scuola media - erano costretti ad affrontare quotidianamente - anche in
condizioni climatiche molto avverse - un lungo e difficile percorso (su un
vecchio e traballante autobus o, spesso, anche a piedi) per raggiungere la
scuola: la richiesta più volte avanzata, sia al Consiglio di Istituto che agli
organi prvinciali e regionali competenti, di una sede locale di scuola media,
era stata puntualmente ignorata, con gravi conseguenze sull'evasione
dall'obbligo scolastico, con la persistenza dei gravi disagi per gli alunni, a
cui si aggiungeva anche la difficoltà derivante dalla diversa origine degli
abitanti di S. Martino di Finita, in prevalenza italo-albanesi, che non
agevolava certamente il rapporto didattico.
Dopo
vari ed inutili tentativi di dialogo con il Consiglio di Istituto - resi sterili
anche dall'atteggiamento degli insegnanti che preferivano scaricare sugli alunni
il disagio del raggiungimento di sede piuttosto che affrontarlo personalmente -
si giunse a formali deliberazioni della locale amministrazione comunale, che
reperì locali da destinare a scuola, emise le regolari delibere ed ottenne le
necessarie autorizzazioni; ma, appellandosi fiscalmente alle norme vigenti,
ancora il Consiglio di Istituto respinse la richiesta di una sede staccata, non
solo, ma neanche prese
in considerazione l'ipotesi, prevista dalla legge, di una sede succursale.
La
reazione della cittadinanza fu il ritiro in blocco - nei termini previsti dalla
legge - degli alunni di S. Maria, e l'avvio di un corso privato di preparazione,
organizzato dal parroco e realizzato da docenti volontari, con il contributo e
l'impegno della cittadinanza, allo scopo di consentire agli alunni di affrontare
gli esami, di idoneità o di licenza, in altre scuole
vicine.
Ma
anche qui si incontrarono difficoltà, perché solo pochi presidi avevano
dimostrato sensibilità e disponibilità, accettando le domande di esame: per
altri, si erano dovuti fare sforzi enormi e ricorrere alle leggi.
A
questo punto, si era avuta una vivace reazione degli alunni «rifiutati» che,
in una serie di disegni, avevano espresso la loro protesta e le loro denunce.
La
pregnanza di significati e di motivazioni della situazione era stata quindi dal
parroco segnalata ai docenti dell'Istituto d'Arte di Luzzi e, su sollecitazione
di Ferraro e del Collettivo, si giunse alla determinazione di dare alla protesta
un senso, una forma ed una portata più ampi, sia attraverso ladenuncia e la
sensibilizzazione di massa, sia attraverso la riproposizione delle formule
espressive grafiche, spontaneamente realizzate dagli alunni, in una dimensione
più ampia ed eclatante.
Fu
quindi fatto distribuire in tutti i comuni limitrofi un volantino a cura della
cittadinanza tutta:
Intervento
sociale per un impegno comune a Santa Maria Le Grotte per l'istituzione di una
sezione staccata di scuola media
E'
in atto nella frazione S. Maria Le Grotte di S. Martino di Finita l'esecuzione
di un « murales », espressione di impegno sociale collettivo, diretto da un
gruppo composto da professori e alunni dell'Istituto Statale d'Arte di Luzzi, in
collaborazione con tutti gli abitanti della Frazione, allo scopo di
sensibilizzare l'opinione pubblica sul grave problema della carente istruzione
obbligatoria dei ragazzi del luogo.
Si
annuncia un pubblico dibattito per
Giovedì 2
Giugno p.v. alle ore 18.30 nei locali parrocchiali sul tema: «Istituzione
sezione staccata di scuola media a S. Maria Le Grotte».
Inoltre,
un lungo comunicato alla stampa locale denunciava la situazione in ogni suo
aspetto e in tutta la sua gravita.
GRAVE
SITUAZIQNE LA SCOLASTICA NELLA FRAZIONE
S.
MARIA LE GROTTE DI S. MARTINO DI FINITA
Delicata
e particolare la battaglia ingaggiata e sostenuta dagli abitanti di S. Maria Le
Grotte, Frazione di S. Martino di Finita, in provincia di Cosenza, orientati e
sostenuti dal Parroco del paese Ermanno Raimondo.
Tema
del dibattito polemico, che contrappone gli abitanti della frazione al Consiglio
di Istituto della Scuola Media di S. Martino di Finita e,indirettamente, alle
autorità
scolastiche provinciali e regionali, è la richiesta a suo tempo avanzata, dai
cittadini, di una sede locale di Scuola Media, per evitare agli oltre cinquanta
ragazzi frequentanti la Scuola dell'obbligo e residenti nella Frazione S. Maria
Le Grotte, il disagio di un lungo e difficile viaggio quotidiano per raggiungere
la sede della scuola nel paese di S. Martino di Finita, distante sei chilometri
dalla Frazione.
Da
anni le difficoltà del collegamento, il disagio che ne derivava ai ragazzi e
alle famiglie, il conseguente diffondersi dell'evasione dall'obbligo scolastico
e, marginalmente, anche la difficile relazione tra i ragazzi santamariani e
quelli di S. Martino - prevalentemente di origine albanese - erano stati
segnalati al Preside della Scuola e al Consiglio dì Istituto, finché
quest'anno si è giunti alla formale richiesta al Consiglio di Istituto di una
sede staccata della Scuola, da sistemare nella frazione S. Maria Le Grotte, in
locali preventivamente scelti e per i quali l'Amministrazione Comunale aveva
adottato regolari
delibere, ottenendo anche le necessarie autorizzazioni delle competenti autorità
scolastiche sanitarie.
Ma
il Consiglio di Istituto aveva respinto la richiesta trincerandosi dietro la
motivazione formale della incompatibilità della richiesta con la normativa
vigente che non consente la istituzione di sede staccala in frazione o Comune
vicino alla sede principale al di qua di una certo numero di chilometri.
Non
aveva però il Consiglio di Istituto neppure preso in considerazione la
possibilità di una soluzione alternativa, vale .a dire quella della succursale
consentita dalla legge e deliberabile dal Consiglio stesso: colpa forse della
componente insegnanti, che avrebbe visto la necessità, per alcuni, di spostarsi
dalla sede .principale alla succursale, con un personale disagio, considerato
evidentemente insopportabile ai docenti, mentre era imposto agli alunni.
La
protesta dei cittadini si è materializzata nel ritiro in blocco dei ragazzi
dalla Scuola, nei termini prescritti dalla legge, per provvedere privatamente
alla preparazione, di cui si sono fatti carico lo stesso parroco ed alcuni
volenterosi docenti, per consentire ai ragazzi di affrontare gli esami, di idneità
o di licenza, in altre scuole vicine.
Anche
qui, però, si sono incontrate difficoltà, perché solo pochi presidi si sono
dimostrati sensibili e disponibili, mentre per altri è stato necessario
ricorrere alle preghiere prolungate e alle norme vigenti.
Intanto
l'azione si é spostata dal piano della polemica municipale a quello più ampio
della situazione culturale, quando gli alunni "rifiutati" hanno deciso
di esprimere la loro protesta in disegni realizzati a scuola.
Per
intervento, infatti, di alcuni docenti e alunni dell'Istituto Statale d'Arte di
Luzzi, le indicazioni iconografiche dei ragazzi di S. Maria Le Grotte sono state
trasportate su un ampio murale, realizzato all'esterno della canonica, per
coinvolgere più direttamente la popolazione e le forze sociali e culturali;
intanto, una nuova richiesta circostanziata è stata inviata al Consiglio di
Istituto e resa di dominio pubblico, per ottenere la sezione staccata di scuola
media.
L'
avvenimento, come è evidente, coinvolge situazioni, e
persone e strutture a, tutti .i livelli, toccando sia il campo
dell'educazione che quello della funzione sociale e culturale (non meramente
burocratico) dei consigli eletti come organi collegiali della scuola, sia quello
della fuga dalla Scuola dell'obbligo.
Ed
è auspicabile che l'azione dei cittadini di S. Maria Le Grotte incontri la
sensibilità e il favore delle forze democratiche e culturali del paese, perché
la richiesta venga accolta e abbia finalmente termine una situazione
anacronistica ed emarginativa.
In
questa situazione si sono mossi l'Istituto Statale d'Arte di Luzzi e il
collettivo di operatori estetici Lineacontinua, in attesa che il problema
divenga di dominio pubblico e, con l'interessamento delle forze sociali più
democratiche avanzate, trovi presto una soluzione né utopistica né difficile,
che solo un piccolissimo atto di volontà e di impegno può rendere in tempi
rapidissimi concretamente operativa.
Infine,
per iniziativa del Collettivo e con il contributo degli insegnanti e degli
studenti dell'Istituto d'Arte di Luzzi, fu realizzato sulla facciata della
canonica un murale di circa venti metri che riproponeva in dimensioni
proporzionali i disegni degli alunni, tra i quali spiccavano quello
rappresentante un autobus stracarico di ragazzi appesi finanche alle ruote, e
quello raffigurante un corteo con striscioni e scritte che reclamano la scuola.
Mentre
l'opera murale veniva realizzata, tutti i ragazzi del paese partecipavano
all'azione, trasferendo le scritte e le immagini su tutte le superfici
disponibili e finanche sull'asfalto del manto stradale.
Su
un angolo del murale, infine, furono riassunti simbolicamente i « segni » del
Collettivo (lira, timbro, spaventapasseri) a testimonianza dell'impegno e della
partecipazione all'iniziativa.
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