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rassegne di fotografia

 

Antonio SOFIANOPULO

 

5 - 18 febbraio 1983 Pordenone Personale

 

Nell'attività artistica degli ultimissimi anni, emerge con chiarezza, come dato caratterizzante, il bisogno quasi fisiologico di una sperimentazione frenetica per uscire dalle secche della «transavanguardia ad ogni costo», sfuggendo al tempo stesso alla suggestione ancora presente della «politicità dell'arte».

Niente di nuovo sotto il sole.

Quasi a conferma della «ciclicità della storia» l'interesse prevalente si rivolge alle origini e, dopo l'«ubriacatura» neopositivistica, il gusto dell'irrazionale viene compensato in parte dal ritorno al classico.

La citazione si afferma sempre più largamente come progetto di restaurazione, nell'arte, di modelli classici ormai sedimentati ed acquisiti come universali.

Fortunatamente, però (ma anche questo, a rifletterci un po' ha il suo bravo precedente illustre) l'ironia si è imposta con troppa fermezza, in questa seconda metà del secolo, perché il riferimento al passato possa esprimersi solo e sempre in chiave di subalterna venerazione.

Più facilmente, lo stimolo del riferimento storico si propone come base per una riflessione più ampia ed incisiva sul quotidiano, fino ad esiti provocatori; paradossali o grotteschi.

Che Antonio Sofianopulo muova da una rivisitazione della pittura classica, con una chiara preferenza per l'Arcadia, è finanche lapalissiano.

Ma la lettura delle sue composizioni riserva sempre la sorpresa di qualche sottile, pungente ironia.

La dislocazione delle immagini in spazi estranei alla loro primigenia intenzione; l'insistenza quasi ossessiva sulle componenti erotiche, più o meno esplicite; il gioco di riflessione sulle mutazioni antropologiche da una visione mitica ad una dimensione attuale; tanti elementi forniscono della «citazione» una versione particolare e diversa.

Quanto più il segno, il colore, la scelta dei soggetti e delle composizioni si avvicina al modello originale, tanto più la carica di surreale ironia si fa evidente.

Ne risulta una pittura formalmente «in linea» con la ricerca del citazionismo; ma nella sostanza pregnante di una intenzione di attualità che il dato storico usa in funzione di problematiche dei nostri giorni, quasi a segnare una continuità immutata (e forse immutabile) di situazioni e di esperienze.